Villa Leopardi, allarme abbandono
un tesoro architettonico che cade a
pezzi
Il complesso affidato daROMA - Finestre murate, pareti
imbrattate e sporcizia ovunque. È lo stato in cui versa Villa Leopardi,
pregevole edificio di inizio Novecento nel cuore del quartiere Trieste. «Il
villino è in questo stato da più di dieci anni - denuncia Andrea Signorini,
consigliere del II Municipio, nel cui perimetro rientra l'immobile - Il
problema, almeno a partire dal 2006, sembra essere un contenzioso tra la
Comunità ebraica e la Fondazione Schneerson. Entrambe ne rivendicano
l'affidamento in concessione da parte del Comune».
Secondo la ricostruzione
del consigliere, infatti, l'allora amministrazione capitolina d'accordo con il
presidente del Municipio Saccone, diede in concessione la struttura alla
Fondazione ebraica Schneerson che avrebbe dovuto realizzare e poi gestire un
asilo nido.
Villa Leopardi
INATTIVITA' E CAMBIO DI DESTINATARIO - «In un secondo
momento, però, nelle carte del Campidoglio si parla di Comunità ebraica.
Probabilmente - spiega Signorini - dovette trattarsi di un cambio di
destinatario deciso dal Comune data l'inattività della Fondazione fino a quel
momento». Ma secondo la Comunità ebraica, era la stessa Comunità la diretta
destinataria della concessione, fin dall'origine: «Nelle carte, il Campidoglio
parla in alcuni casi di Fondazione Schneerson probabilmente per una banale
confusione, in buona fede, essendo la Schneerson una onlus comunque legata al
mondo ebraico».
LA CONTROVERSIA - Ed è proprio a
partire da quei documenti che nasce la controversia tra Fondazione Schneerson e
Comunità ebraica, giunta ora anche in tribunale, come conferma il presidente
della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici: «E' del febbraio 2012 la
notizia di un ricorso al Tar da parte della Fondazione». Secondo Pacifici è solo
la Comunità ebraica il soggetto giuridico competente ad interloquire con le
istituzioni: «Ed è stato stabilito chiaramente con il Campidoglio nel dicembre
2011. La Scheerson è un'associazione privata che opera nella nostra città, alla
quale, una volta riconosciuta la titolarità della concessione in capo alla
Comunità, eravamo comunque disposti a dare in uso Villa Leopardi per la
realizzazione di una scuola per l'infanzia».
Scritte sui muri dietro
il cancello di Villa Leopardi
ACCORDO LETTERA MORTA -
Nel 2009 infatti sembrava che i due soggetti avessero raggiunto un accordo,
rimasto però lettera morta, come racconta il responsabile della Fondazione
Schneerson: «Sono sorte altre controversie, hanno cominciato a porre nuovi
paletti ma noi, da statuto, dobbiamo essere completamente indipendenti. E di
questo dobbiamo dar conto ai numerosi sostenitori e donatori che ci fanno andare
avanti. Il nostro più grande rammarico è che, intanto, le numerose famiglie a
cui avevamo promesso un posto decoroso in cui mandare i loro bambini sono in
attesa da anni».
SENZATETTO E RISCHIO CROLLI - Mentre
la querelle va avanti, il degrado dell'edificio - con evidente rischio di crolli
- sta diventando un problema per cittadini e residenti. Passeggiando su via
Nomentana ci si imbatte in un villino abbandonato, facile dimora per senzatetto
che spesso vi trovano rifugio nella notte, come sospettano gli abitanti della
zona che frequentano il parco adiacente. La villa è infatti immersa in un
giardino di circa 2 ettari, attrezzato con giochi per bambini e una biblioteca
comunale molto attiva, che organizza proiezioni di film, presentazioni di libri
e attività ludiche per i più piccoli. Dall'interno del parco si accede ad un
Centro per anziani, molto frequentato, con oltre 700 iscritti.
«È un vero
peccato che la villa sia ridotta in questo stato - spiega, indignata Antonietta,
una delle anziane signore che conoscono bene la zona - Si tratta di un edificio
di pregio e sono diverse le attività che vi si potrebbero organizzare».
l 2006
Nessun commento:
Posta un commento