Gli italiani, popolo di risparmiatori, non se la sentono di comprare casa in questo momento. La contrazione dei redditi dovuta alla crisi economica e l’aspettativa di ulteriori e maggiori stangate fiscali hanno provocato una minore richiesta di mutui e, di conseguenza, di compravendite di immobili.
La gente chiede sempre meno mutui e, perciò, calano le compravendite di immobili. È questa la fotografia del mercato immobiliare scattata da Eurisc, un sistema di informazioni creditizie che tiene d’occhio in particolare il mercato della casa, e dall’ISTAT, l’istituto nazionale di statistica. Per quanto riguarda i prestiti per comprare casa, si registra una flessione del 23 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Assieme a questo calo, scende anche l’importo richiesto alle banche per l’acquisto dell’abitazione: da 139.000 a 136.000 euro.
Ma quali sono le cause che hanno portato a questa contrazione della richiesta di mutui? È tutta colpa della crisi e delle misure adottate dal governo per contrastarla (ossia l’aumento dell’imposizione fiscale). C’è infatti, nelle famiglie italiane, una generale perdita di fiducia nei confronti della loro capacità di risparmio. Insomma, se in passato i soldi messi da parte potevano essere spesi con maggiore disinvoltura, perché gli affari andavano bene (o non così male), oggi gli italiani si fanno qualche remora in più nell’aprire i cordoni della borsa. Soprattutto se si tratta di un vincolo così tenace e prolungato nel tempo come un mutuo.
C’è poi da aggiungere che, pur ritrovandosi in difficoltà economiche, molti riescono ad avere un alto tasso di risparmio: prima di mettere sul mercato la casa di proprietà, dunque, si ricorre al denaro accantonato per pagare eventuali debiti. Ecco quindi spiegato perché l’ISTAT ha rilevato una diminuzione delle compravendite di immobili in questo periodo dell’anno rispetto al primo trimestre del 2010. Il calo è del 2,4 per cento (4.500 unità in meno), concentrato in particolar modo al Sud (-6,9 per cento) e nelle isole (-3,7 per cento); il Nord, invece, mostra segni di ripresa, seppur molto timida: +0,1 nel Nordovest per l’acquisto di abitazioni, +2,8 nel Nordest per gli immobili d’uso economico
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